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Signori, il pareggio è servito

31 gennaio 2010 19:16
di Mimmo Rosa


lucarelli 3

Primo pareggio dell’era Cosmi, nel tempio di San Siro, in rimonta e con la firma di Lucarelli. Serse il Grande non poteva sperare di meglio dopo il suo rientro, con tanto di scuse del presidente a quattrocchi, esclusa ovviamente una clamorosa vittoria che avrebbe rasentato la fantascienza, altro che Avatar.

La squadra amaranto entra in campo leggermente contratta, forse in soggezione davanti ai campioni rossoneri, e per tutta la prima frazione si limita principalmente a chiudere le incursioni milaniste, non molto numerose a dire il vero. Borriello è l’unica punta di ruolo, supportato da Ronaldinho e Seedorf. Dall’altra parte Cosmi punta sulla coppia Lucarelli – Bellucci. Il primo tempo scorre abbastanza tranquillo, senza troppi sussulti. Il Milan ci prova principalmente dalla distanza ma Benussi fa buona guardia. Sull’unica incertezza del portiere labronico, il Milan passa in vantaggio. Corta respinta su cross di Beckham e Ambrosini porta in vantaggio la compagine meneghina, a un minuto dall’intervallo. I fantasmi della gara interna col Napoli tornano a volteggiare nello spogliatoio del Livorno e in pochi avrebbero scommesso su un recupero degli amaranto, considerato che il tabellino a fine primo tempo recita 7 tiri per il Milan e 0 per il Livorno.

Al rientro in campo invece la grinta di Serse accompagna gli undici amaranto, il Livorno si fa spavaldo concedendo qualcosa in più al Milan, ma il rischio vale la candela. Su un tiro sporco di Bellucci, Lucarelli sul filo del fuorigioco sigla la rete del pareggio e la panchina labronica esplode. In effetti Bellucci stava per essere sostituito da Tavano, dopo la rete al contrario Cosmi rinforza il centrocampo per contrastare la prevedibile reazione dei rossoneri, feriti e vogliosi di riportarsi in breve tempo di nuovo in vantaggio.

Il Livorno non cede, tutta la squadra vende l’anima al diavolo inseguendo ogni pallone, lottando su ogni traversone e cercando anche delle fastidiose ripartente che costringono la difesa rossonera ad affannosi recuperi. Tutta la squadra da encomiare, ma Filippini si conferma ancora una volta sopra le righe. Macina chilometri e contrasta ogni avversario spesso vincendo il possesso palla. Raimondi annulla la fase offensiva di Ronaldinho, non concede al brasiliano che pochi centimetri di spazio per giocare il pallone e dove non può arrivare lui, c’è il raddoppio di Marchini a fermare le iniziative della fascia sinistra. Benussi infine compie un autentico miracolo che dà sicurezza al reparto difensivo e, diciamolo pure, a tutta la tifoseria di fede amaranto.

Sul finire potrebbe anche arrivare la beffa, ma sarebbe onestamente troppo. Va più che bene così, un pareggio d’oro contro un avversario ostico e farcito di campioni. In previsione futura, un’iniezione di fiducia e grinta che può far soltanto bene all’umore del Livorno, che sabato prossimo ospiterà la Juventus, cercando un’altra clamorosa impresa.

Cosmi aveva chiesto l’impresa e impresa è stata, anche se si traduce in un solo punto per la classifica, ma cento punti per il morale. La classifica in effetti rimane immobile per la bagarre salvezza. Pareggiano tutte tranne il Siena che esce sconfitto da Roma in zona Cesarini, mentre la Lazio sarà impegnata stasera nel posticipo proprio contro la Vecchia Signora.

Rimane un mistero come possa una squadra totalizzare 22 punti segnando solo 14 reti, ma la forza del Livorno sta anche nel soverchiare i pronostici, sballare le certezze e riscrivere le regole, soprattutto sotto la guida attenta di un allenatore mai così azzeccato come Serse Cosmi, l’unico in dieci anni a piegare il volere di Spinelli.

E chissà, forse sabato prossimo ci saranno dei volti nuovi tra le fila amaranto, ma questa è un’altra storia, che domani alle 19,00 scriverà finalmente la parola fine.

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